Jean-Pierre Vitrac per Verre Lumière, lampada 'Fleur' (o Fiore), 'modello 10479', ottone nichelato e acciaio, Francia, 1970
Jean-Pierre Vitrac è emerso tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70 come parte di una generazione di designer che cercava di fondere espressione scultorea e ingegnosità tecnica in oggetti di uso quotidiano. Una delle sue collaborazioni più note è stata quella con l'azienda di illuminazione francese Verre Lumière, attraverso la quale ha prodotto alcune delle sue opere iconiche come l'attuale lampada Fleur (Fiore) del 1970.
Il design si ispira alla morfologia di un fiore che sboccia: uno stelo o colonna centrale sostiene una corolla di sei petali in metallo lucido, ognuno dei quali ospita una sorgente luminosa. Questi bracci possono essere aperti, chiusi o riorganizzati, cambiando la forma dell'oggetto e la sua emissione luminosa. Allo stato chiuso, la lampada evoca un bocciolo. Quando viene aperto, si dispiega in una geometria luminosa di piani radianti, un fiore meccanico.
L'opera esemplifica anche il fascino di Vitrac per i sistemi trasformabili, un tema che ricorre in tutto il suo lavoro, dalla successiva lampada Éventail (Fan) ai sistemi modulari a tubi come Fluogam. In ogni caso, funzione e gioco coesistono; la struttura dell'oggetto diventa un linguaggio di adattabilità e interazione. Nella lampada Temper, questo approccio assume una forma lirica: la fredda precisione del metallo è mitigata dal ritmo organico dell'apertura e del dispiegamento, una sottile riconciliazione tra Nature e Machin. Un esemplare di questo pezzo è conservato nelle collezioni permanenti del Cooper Hewitt, Smithsonian Design Museum (New York) e del Carnegie Museum of Art (Pittsburgh).
Verre Lumière (1968-1988)
Verre Lumière è stata una pionieristica azienda francese di illuminazione fondata nel 1968, rinomata per la sua sintesi di innovazione tecnologica, sperimentazione di materiali e raffinatezza estetica. Nata nel dinamico clima del design postbellico della Francia di fine anni '60, l'azienda rappresentava una collaborazione unica tra arte, industria e artigianato. È stata fondata su iniziativa di Max Ingrand - celebre maestro del vetro ed ex direttore artistico di Fontana Arte - insieme a Saint Gobain, il gigante del vetro industriale, e Mazda, la divisione illuminazione del gruppo Thomson. Questa partnership tripartita ha dato allo studio un raro equilibrio tra competenza tecnica, capacità artigianale e ambizione creativa, permettendogli di funzionare sia come studio di design che come laboratorio sperimentale per nuove forme di illuminazione.
Dopo la morte di Ingrand nel 1969, la leadership commerciale passò a Jacques Vidal, mentre Ben Swildens assunse la posizione di direttore artistico e Sabine Charoy diresse lo studio creativo. Dalla sede e dal laboratorio di Puteaux, a ovest di Parigi, un team di circa quaranta artigiani supervisionava ogni fase della produzione, dalla prototipazione alla finitura. Questa struttura permetteva a Verre Lumière un insolito grado di agilità e controllo della qualità, consentendo ai suoi designer di spingersi oltre i limiti di ciò che si poteva ottenere con l'illuminazione funzionale.
Fin dall'inizio, la filosofia dell'azienda si è basata sull'unione di innovazione tecnica e poesia visiva. È stata una delle prime aziende francesi ad adottare le lampadine alogene e successivamente ha abbracciato le tecnologie fluorescenti e fluorescenti compatte. L'interazione tra il vetro - spesso opalino, smerigliato o acidato - e metalli come l'acciaio inossidabile, l'ottone o l'alluminio è diventata una caratteristica distintiva della sua estetica. Questi materiali non venivano trattati come semplici supporti per la funzione elettrica, ma come superfici espressive che modellavano e modulavano la luce stessa. La produzione di Verre Lumière comprendeva sia lampade prodotte in serie che commissioni di illuminazione architettonica su larga scala.
L'azienda collaborò con una serie impressionante di designer che sarebbero diventati figure centrali del design francese del dopoguerra. Tra loro c'erano Jean-Pierre Vitrac, autore della celebre lampada Fleur (o Fiore) i cui petali metallici regolabili potevano aprirsi e chiudersi come un fiore; Michel Boyer, designer delle lampade Brasília per l'Ambasciata francese in Brasile; lo stesso Ben Swildens, noto per le sue composizioni eleganti e geometriche; e Sabine Charoy, che ha supervisionato gran parte dello sviluppo creativo dello Studio. Tra gli altri collaboratori figurano Michel Mortier, Joseph-André Motte, Pierre Guariche, Yonel Lebovici, Christian Germanaz e Maria Pergay. Questa diversità di voci conferì a Verre Lumière un'identità eclettica ma coerente: quella fondata sulla convinzione che la precisione tecnologica e l'immaginazione artistica fossero complementari, non opposte.
L'abilità tecnica e la sensibilità progettuale di Verre Lumière l'hanno resa un collaboratore privilegiato per importanti progetti architettonici in Francia e all'estero. L'azienda ha realizzato l'illuminazione di Pierre Paulin per l'appartamento del Presidente Georges Pompidou nel Palais de l'Élysée (1972), gli apparecchi di Michel Boyer per l'Ambasciata di Francia a Brasília (1974) e numerose altre commissioni per la sede della Peugeot, l'Hotel Le Méridien Étoile, la Banca Rothschild e persino siti internazionali come il Palazzo dello Scià dell'Iran e l'Hotel Cosmos a Mosca.
Dal punto di vista commerciale, Verre Lumière gestiva una prestigiosa boutique in rue du Faubourg Saint-Honoré a Parigi, dove presentava le proprie creazioni insieme a quelle di importanti designer italiani come Gio Ponti e l'azienda Fontana Arte. La reputazione di raffinatezza e affidabilità del marchio lo ha reso un fornitore chiave per architetti e arredatori che cercano soluzioni di illuminazione integrate piuttosto che semplici lampade. La sua produzione era intenzionalmente limitata in scala, in piccole serie o su ordinazione. Ogni modello è stato sviluppato grazie alla stretta collaborazione tra i designer e il laboratorio artigianale dell'azienda a Puteaux, a testimonianza dell'etica artigianale di Verre Lumière e del suo costante impegno nell'innovazione tecnologica.
Verre Lumière rimase attiva fino agli anni '80, anche se i cambiamenti nell'economia industriale, l'ascesa di apparecchi più economici prodotti in serie e il cambiamento dei gusti in fatto di design ridussero gradualmente le sue attività. Tuttavia, i suoi due decenni di vita (1968-1988) hanno lasciato un segno profondo nella storia dell'illuminazione moderna. Le sue opere combinavano la chiarezza del modernismo francese con una sensibilità scultorea raramente eguagliata nella produzione industriale.