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Lampada da soffitto/parete Venus di Ezio Didone per Flos

750 USDPrezzo di listino

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Dimensioni (cm): Diametro - 42 Altezza - 32 Letteratura: Casa Amica, 27 giugno 1972, p. 105 Ottagono 30 settembre 1973, p. 149 Sergio Polano, Achille Castiglioni tutte le opere, Electa, Milano, 2001, p. 224 Giuliana Gramigna, repertorio 1950-2000, Allemandi, Torino, 2003, p. 121. Gli inizi di Flos (che significa "fiore" in latino) sono sbocciati da un'IDEA geniale: creare oggetti, a partire da una lampadina, che avrebbero cambiato il modo di vivere sia per il mercato italiano che per quello estero. Dino Gavina e il piccolo stabilimento Eisenkeil di Merano avevano già creato mobili al fianco di maestri del design come Achille e Pier Giacomo Castiglioni, Afra & Tobia Scarpa. Ma all'inizio degli anni '60, Gavina si convinse che era arrivato il momento di creare nuove lampade. Utilizzando la stessa tecnologia - concepita negli Stati Uniti e testata a Eisenkeil - utilizzata per la lampada Cocoon, i fratelli Castiglioni e il duo Scarpa iniziarono a creare lampade come la Taraxacum o la Fantasma, a cui seguirono molte altre bellissime e sorprendenti lampade. E così, fin dal primo giorno, Flos stava già reinventando l'idea di illuminazione artificiale. Achille Castiglioni (nato il 16 febbraio 1918 a Milano e morto il 2 dicembre 2002 a Milano) è stato un prolifico designer italiano di mobili, illuminazione e prodotti, famoso per i suoi design ironici, gioiosi, creativi e funzionali che, a volte, si intersecavano con le idee esplorate dagli artisti concettuali. Achille Castiglioni nacque in una famiglia con un profondo apprezzamento per le arti, essendo il terzo figlio dello scultore e incisore di monete Giannino Castiglioni e di sua moglie Livia Bolla. Inizialmente studiò materie classiche presso il Liceo Classico Giuseppe Parini, ma poi passò a studiare arte presso l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Nel 1937 decise di seguire le orme dei suoi due fratelli maggiori, gli architetti Livio e Pier Giacomo Castiglioni, iscrivendosi alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano e laureandosi nel 1944, dopo aver interrotto gli studi per essere stato di stanza in Grecia e in Sicilia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1944, subito dopo la laurea, Achille Castiglioni si unì ai fratelli Livio e Pier Giacomo Castiglioni nello studio di design che avevano fondato con il compagno di classe di Livio, Luigi Caccia Dominioni, nel 1937 a Milano. Fortunatamente per Achille, fin dall'inizio Livio e Pier Giacomo decisero di concentrarsi quasi esclusivamente sulla progettazione di mostre, mobili, articoli per la casa ed elettrodomestici, dato che durante la guerra era difficile ottenere commissioni di architettura. Questa attenzione al design del prodotto e il profondo legame fraterno tra i tre fratelli avrebbero poi permesso al giovane Achille di sperimentare all'inizio della sua carriera tecniche emergenti e nuovi materiali in grado di comunicare una sensibilità estetica fresca e adatta alle prospettive positive del mercato europeo del dopoguerra. L'importante collaborazione dei fratelli Castiglioni con Phonola e Brionvega Nel 1940, Pier Giacomo Castiglioni, Livio Castiglioni e Luigi Caccia Dominioni, in collaborazione con l'azienda Phonola, presentarono alla VII Triennale di Milano, intitolata Mostra della Radio, una ricerca sui dispositivi radiofonici che includeva la radio Fimi Phonola 547, la prima radio rivestita in bachelite anziché in legno. Poco dopo la mostra, Luigi Caccia Dominioni sospese la sua attività professionale per prestare servizio militare durante la Seconda Guerra Mondiale e lasciò lo studio. Lo sviluppo della radio FImi Phonola 547 si rivelerà fruttuoso per i tre fratelli, in quanto consentirà a Livio Castiglioni di consolidare il suo ruolo di principale consulente di design per Phonola dal 1940 al 1960 e per Brionvega dal 1960 al 1964. Questi rapporti portarono a un'ulteriore collaborazione tra i tre fratelli, che si tradusse in diversi design di apparecchi radiofonici e sonori con materiali e forme innovative per i quali Achille Castiglioni giocò un ruolo chiave, come il sistema stereo RR 226 per Brinovega (1965), il radiofonografo RR 126 per Brinovega (1965) e la radio e il giradischi RR 128 per Brionvega (1966). Nel 1952, Livio decise di costruire il proprio studio, indipendente da Achille e Pier Giacomo, per approfondire l'esplorazione delle onde radio, della musica e della tecnologia. Ma i tre fratelli continuarono a collaborare strettamente in diversi progetti e la partnership tra Achille e Pier Giacomo divenne così stretta che dal 1952 al 1968, anno in cui Pier Giacomo morì, furono coautori della maggior parte dei loro disegni. Achille Castiglioni Lunga carriera come Light Designer In questo periodo, i fratelli Castiglioni parteciparono al Salone Italiano del Mobile (RIMA), dove introdussero con successo una serie di mobili in compensato curvato e presentarono importanti design, come la lampada Tubino (1949), originariamente prodotta dal produttore italiano di lampade Arteluce dal 1949 al 1974 e reintrodotta da Flos dalla fine degli anni '70; e la lampada Luminator (1955), originariamente prodotta da Gilardi & Barzaghi, ma reintrodotta da Flos alla fine degli anni '60. Una nuova collaborazione, di successo e duratura, si sviluppò nel 1960, quando Achille and Pier Giacomo Castiglioni furono raggiunti dall'imprenditore Dino Gavina e dall'uomo d'affari Arturo Eisenkeil con l'idea di creare un tipo completamente nuovo di apparecchi di illuminazione utilizzando una poliammide. Il materiale, chiamato "bozzolo", nelle mani dei fratelli Castiglioni sarebbe diventato un'innovazione popolare e iconica negli anni '60 e avrebbe costituito la base di successo dell'azienda italiana di illuminazione Flos, fondata da Gavina ed Eisenkeil nel 1962. Achille and Pier Giacomo Castiglioni progettarono una serie di lampade "cocoon" utilizzando la plastica poliammidica a spruzzo come strato di rivestimento su una struttura metallica. Tra le lampade "a bozzolo" più famose di Castiglioni ci sono: le lampade da soffitto Taraxacum e Viscontea (1960) e la lampada da tavolo Gatto (1961). 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