H. Pander
Zonen, coppia di sedie da salotto, oak, tessuto, Paesi Bassi, anni '30
Queste sedie da salotto, prodotte da H. Pander
Zonen negli anni '30, esemplificano la sobria monumentalità caratteristica della Scuola dell'Aia. Realizzata in rovere massiccio, la silhouette complessiva è rettilinea e solida. I braccioli sono tra i pochi elementi in cui il designer ha permesso un gesto scultoreo. Si estendono verso l'esterno e si curvano dolcemente alle estremità, ammorbidendo la composizione altrimenti spigolosa. Questa curvatura ha una funzione sia ergonomica che estetica. Le gambe affusolate in diagonale si ergono dal pavimento con compostezza e fermezza. La seduta e lo schienale sono rivestiti in tessuto blu scuro e incorniciati da un profilo continuo in legno. Le venature del rovere si sono articolate come una componente visibile e integrale del design, conferendo ai pezzi un'allure organica. Queste sedie traducono gli ideali della Scuola dell'Aia di costruzione razionale, onestà dei materiali e restrizione formale in scala domestica. Incarnano l'etica del modernismo olandese tra le due guerre: funzionale, sobrio e durevolmente dignitoso.
H. Pander
Zonen (1850-1985)
Il produttore di mobili olandese H.Pander
Zonen occupa una posizione distintiva nella storia del design del XIX e XX secolo, sia come impresa commerciale pionieristica che come uno dei principali esponenti della Scuola dell'Aia nel design di interni e mobili. La sua storia inizia con le attività imprenditoriali di Klaas Pander (1819-1897), un mercante itinerante di Blokzijl che, con la sua piccola barca da carico, commerciava stuoie di canna intrecciate, tappeti e materassi lungo le coste olandesi dell'Olanda e della Zelanda. Il suo modesto ma fiorente commercio ispirò suo figlio, Hendrik Pander (1842-1893), a fondare un'attività permanente nel 1863 a Gouda, specializzata in tappeti e carte da parati. Solo due anni dopo, nel 1865, si trasferì ad An He, riconoscendo il potenziale commerciale della capitale in espansione.
Negli anni '70 del XIX secolo l'azienda era cresciuta costantemente, aggiungendo diverse vetrine lungo la Wagenstraat e nel 1882 aprì anche una filiale ad Amsterdam gestita dal figlio di Hendrik, Klaas Gerard Pander. Un passo decisivo fu compiuto nel 1887, quando l'azienda acquistò l'ex mulino Hollandia sulla Zuid Binnensingel a L'Aia. Lì, Hendrik Pander fondò una fabbrica di mobili di grandi dimensioni.
Lo stabilimento modernizzato di Pander rispecchiava sempre più il modello dei grandi magazzini parigini, che affascinavano i Pander. Hendrik e Klaas Gerard sono stati entrambi profondamente influenzati dal mondo della vendita al dettaglio e del design francese, in particolare dai grandi magazzini di Parigi. La loro ammirazione per il sistema francese di interni completi e in stile li ha spinti a riorganizzare i propri showroom secondo un modello simile. Il negozio dell'Aia divenne un prestigioso woonwarenhuis (grande magazzino per la casa) dal fascino internazionale, con sale modello completamente arredate che presentavano ai clienti diversi ensemble stilistici. Questo approccio - che combinava spettacolo al dettaglio, ambizione nel design ed educazione artistica - era straordinariamente progressista per il mercato olandese degli anni '80 e '90 del XIX secolo.
Alla fine del XIX secolo, i dipartimenti di gestione e design di H. Pander
Zonen erano già al corrente degli sviluppi internazionali dell'arte del mobile. La loro precoce consapevolezza dei nuovi stili è evidente nell'inclusione, già alla fine degli anni '80 del XIX secolo, di espositori con la dicitura "stile inglese moderno" nei loro showroom. Questo rivela che i registi di Pander avevano già riconosciuto il valore commerciale e artistico della forma moderna. Pur essendo radicati nella tradizione olandese, il loro orientamento estetico rimase fortemente influenzato dal gusto francese, filtrato dall'eclettismo della fin de siècle.
Verso la fine del secolo, Pander aveva già accumulato più di un decennio di esperienza con quelli che chiamava "interni moderni". L'azienda produceva un'ampia gamma di mobili - da pezzi personalizzati per ville ed edifici istituzionali a modelli in serie per case più piccole - e contemporaneamente modernizzava i suoi metodi di produzione. Pander fu incaricato di fornire arredi interni per edifici importanti, come il Palazzo della Pace (Vredespaleis) dell'Aia. La sua forte rete commerciale, con filiali a L'Aia, Amsterdam e successivamente a Rotterdam, ha permesso a Pander di diventare una delle aziende di arredamento più grandi e visibili dei Paesi Bassi.
Una nuova fase decisiva iniziò nel 1917, quando l'azienda istituì un Afdeling voor Moderne Interieurkunst (Dipartimento di Arte Moderna d'Interni) indipendente. Questa mossa fu dettata dal boom senza precedenti dell'industria del mobile nazionale durante la Prima Guerra Mondiale, quando le importazioni tedesche e belghe erano praticamente cessate. Per cogliere l'opportunità di un rinnovamento artistico e commerciale, Pander nominò il giovane architetto d'interni Hendrik Wouda (1885-1946) a capo del nuovo dipartimento. Wouda, formatosi all'Aia e imbevuto degli ideali del design moderno, portò un nuovo spirito di sperimentazione e chiarezza nella produzione dell'azienda. Poco dopo la sua nomina, fu affiancato dal neolaureato Cor Alons (1892-1967) e dal poco più anziano Jan Brunott (1889-1951), che insieme contribuirono a plasmare l'identità visiva delle collezioni moderne di Pander.
Sotto la guida di Wouda, l'ufficio di design di Pander divenne un importante centro per il modernismo olandese e una forza chiave nella definizione di quella che sarebbe stata riconosciuta come la Scuola dell'Aia (Haagse School) nel campo dell'arredamento e del design d'interni. La Scuola dell'Aia, come movimento architettonico e artistico, enfatizzava la sobrietà, la composizione geometrica, la logica strutturale e l'espressione onesta dei materiali. In contrasto con la Scuola di Amsterdam, espressiva e scultorea, lo stile dell'Aia proiettava una monumentalità calma e razionale, profondamente influenzata dal lavoro dell'architetto H. Berlage, dal movimento Arts
Crafts e dalle idee di Frank Lloyd Wright sulla casa integrata.
I mobili creati nel dipartimento moderno di Pander esemplificano questi principi: forme rettilinee, proporzioni equilibrate e ornamenti minimi; pezzi funzionali realizzati in Oak o in altri legni di alta qualità; un senso di armonia tra oggetto e spazio. I designer di Pander concepivano i loro interni come Gesamtkunstwerken, opere d'arte totali in cui architettura, mobili e decorazioni formavano un insieme coerente. Questa estetica ha trovato espressione nelle numerose commissioni dell'azienda sia per residenze private che per istituzioni pubbliche, che vanno da piccoli appartamenti urbani a grandi ville e uffici governativi.
A metà degli anni '20 H. Pander
Zonen era diventata una delle più grandi industrie di mobili dei Paesi Bassi e iniziò ad affermarsi nel dibattito nazionale sulla riforma del design. L'azienda ha cercato di essere presente nelle principali riviste e mostre, riconoscendo l'importanza della visibilità nel discorso delle arti applicate moderne. Una pietra miliare in questo processo fu la partecipazione all'Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes tenutasi a Parigi nel 1925, l'esposizione mondiale che diede il nome di "Art Déco". Il coinvolgimento di Pander significava non solo il suo orientamento internazionale, ma anche la sua ambizione di allineare la produzione di mobili olandesi ai più alti standard della cultura del design europeo.
Parallelamente all'innovazione del design, Pander è stato un pioniere del marketing moderno. È stata la prima azienda di arredamento dei Paesi Bassi a pubblicare una propria rivista di lifestyle per i clienti: Thuis ("A casa"). Stampato in modo sontuoso e rivolto a una clientela benestante, il periodico presentava interni completi, illustrava nuove collezioni e comunicava la filosofia di design dell'azienda. Attraverso Thuis, Pander promosse una visione della domesticità moderna in cui l'eleganza funzionale e la coerenza estetica andavano di pari passo; ideali che risuonavano con l'approccio ordinato alla vita moderna della Scuola dell'Aia.
Nel corso della sua esistenza, Pander ha mantenuto una doppia identità: un'azienda industriale in grado di produrre su larga scala e un'istituzione di design che promuove il rinnovamento artistico. Questa combinazione le ha permesso di servire sia i mercati di massa che quelli d'élite, dagli interni progettati su misura per le ville ai mobili prodotti in serie per gli appartamenti urbani. I suoi showroom, le mostre e le collaborazioni con gli architetti la posizionano all'incrocio tra arte, commercio e vita moderna.
Nei decenni successivi, l'azienda si diversificò ulteriormente, arredando navi ed edifici pubblici e creando anche un ramo aeronautico, la Established
Sons Aircraft, che terminò nel 1935. Negli anni '50, H. Pander
Zonen si fuse con altre aziende per formare la N.V. Verenigde Meubileringsbedrijven (Società di Arredamento Unite), anche se negli anni '80, di fronte al cambiamento dei mercati e alla ristrutturazione industriale, l'azienda cessò le attività dopo oltre un secolo.
A posteriori, l'evoluzione di H. Pander
Zonen racchiude una traiettoria centrale nella storia del design olandese: la trasformazione di un piccolo commercio artigianale in un grande e sofisticato produttore in sintonia con le correnti internazionali e gli ideali culturali nazionali. Grazie al suo impegno costante con la Scuola dell'Aia e al suo ruolo pionieristico nella promozione dell'arte moderna degli interni, Pander ha contribuito profondamente a plasmare la cultura visiva e materiale dei Paesi Bassi nel XX secolo.