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Coppia di poltrone angolari di Ernesto Basile

4800 €per set|IVA inclusa

Informazioni sull’articolo

Ernesto Basile (1857-1932) Coppia di poltrone angolari in legno naturale modellato e intagliato, I braccioli sono ornati da teste femminili, gli schienali presentano motivi di conchiglie e ninfee traforate riempite di paglia; sedili quadrati in paglia; grembiule traforato H. 78 cm - L. 45 cm - P. 45 cm Tracce di umidità sul vimini. Informazioni biografiche Rinomato architetto e designer siciliano, Ernesto Basile è una delle figure di spicco del Liberty italiano, l'equivalente dell'Art Nouveau. Il suo lavoro è caratterizzato dall'uso di linee organiche, motivi naturalistici e decorazioni scolpite ispirate alle forme vegetali. Formatosi a Palermo presso la Regia Scuola di Applicazione per Ingegneri e Architetti, dove iniziò la sua carriera universitaria come assistente del padre, Giovan Battista Filippo Basile (Palermo 1825-1891) titolare della cattedra di Architettura Tecnica, Ernesto Basile, dopo un breve assistentato (iniziato nel 1882) presso la cattedra universitaria di Enrico Guj a Roma, divenne professore e poi (nel 1891) accademico di Architettura Tecnica prima all'Università di Roma (fino al 1890) e poi all'Università di Palermo (sostanzialmente fino alla sua morte, avvenuta il 26 agosto 1932). Nacque a Palermo il 31 gennaio 1857, primo di sei figli: tre maschi, Alceste ed Edoardo, nati successivamente, e tre femmine, Benedetta, Marcella e Maria, nate dopo il secondo matrimonio del padre con Alessandra Maria Vasari, sorella della prima moglie, morta prematuramente nel 1867. Interprete genuino, negli ultimi due decenni dell'Ottocento, di un eclettismo problematico, ben ancorato a una tradizione siciliana di primo piano alla ricerca di "nuovi sistemi architettonici" (che aveva ereditato dal padre), Ernesto Basile era stato notevolmente motivato, fin dal suo esordio, da aspirazioni metodologiche innovative e dalla volontà di confrontarsi con le culture internazionali più avanzate. Un esempio è offerto dai progetti romani degli anni Ottanta dell'Ottocento e, nel decennio successivo, dalla produzione siciliana (degni di nota, l'Ossario di Calatafimi, il complesso di tessuti per la IV Esposizione Nazionale di Palermo, Villa Bordonaro, Palazzo Francavilla, per le deco¬razioni interne e gli arredi soprattutto, e i chioschi Ribaudo e Vicari in Piazza Verdi). La sua produzione giornalistica negli anni della sua collaborazione con la rivista Pensiero ed Arte all'interno della rubrica Letteratura, Arte e Critica fu notevole. I suoi articoli spaziavano dalla teoria ai trattati, dagli studi di storia dell'arte e di storia dell'architettura ai saggi critici e tecnici. Anin utilizzò lo pseudonimo di "Astragalo" per i suoi scritti seri e i suoi saggi teorici, che erano già sintomatici della sua produzione scientifica e dei suoi modi architettonici successivi e nei quali delineava alcune delle sue variazioni esplicative sulle arti. An He usava lo pseudonimo "Zambajon" per i suoi articoli di critica sociale e "Volando" per i suoi saggi. A quest'ultima categoria appartiene l'articolo Arte Accademica e Arte Personale, un primo manifesto di un programma di rifondazione estetica di una cultura della progettazione architettonica e del pensiero artistico. Nel 1882 scrisse, sotto forma di trattato (non completato e pubblicato nel 1891), Architettura: dei suoi principi e del suo rinnovamento in cui rielaborò e rese coerenti le sue idee sulla progettazione architettonica e sulla storia degli "stili", corredandole di numerosi schizzi architettonici, elementi di facciata e forme geometriche che spiegano le relazioni ottiche tra linee rette e sistemi di costruzioni prospettiche. Interessanti anche le sue dissertazioni sulla progettazione architettonica coeva, come Il Concorso per il Monumento a Vittorio Emanuele in Torino (1879), Sulla costruzione dei teatri: Le dimensioni e l'ordinamento dei palazzi in rispondenza al costume italiano (1883), Sui mezzi atti a garantire la sicurezza dei teatri in caso d'incendio (1889) e Il Palazzo del Parlamento di Berlino. Notizie storiche, artistiche e tecniche (1889). Tra le sue numerose memorie sui progetti d'appalto a cui lavorò, pubblicò un articolo intitolato Per il mio progetto del palazzo di Giustizia e per l'Arte (1884) come risposta alle osservazioni sullo stile che aveva adottato. Infine, è notevole il suo saggio su Giacomo Serpotta (1656-1732) (in R. Lentini, Le sculture e gli stucchi di Giacomo Serpotta, Torino 1911), una delle prime rivalutazioni critiche e storiche dell'arte barocca siciliana, sullo stile degli scritti di Gioacchino Di Marzo e Vincenzo Pitini. Definito dai critici contemporanei come il pioniere del "rinnovamento" artistico e architettonico nazionale degli anni della Belle Époque, Basile raggiunse la sua popolarità internazionale nel periodo compreso tra il 1899 e il 1918, principalmente per alcuni edifici di Palermo, la maggior parte dei quali con una definizione degli spazi interni (interamente o interessando solo le stanze principali degli ospiti), come la Palazzina Paternò, il Villino Florio, il Grand Hòtel villa Igiea, la seconda residenza Utveggio, il complesso di padiglioni per la Prima Esposizione Agricola, la sua casa di Via Siracusa, il Villino Fassini, la Villa Deliella, la sede della Cassa di Risparmio, il Kursaal Biondo, la seconda edicola Ribaudo, (e un numero notevole di cappelle gentilizie) e con opere romane come la Palazzina Vanoni, la villa del marchese di Rudinì, il palazzo della Camera dei Deputati a Montecitorio e il Gran Caffè Faraglia (Roma). Partecipò con successo alle esposizioni internazionali di arte moderna e decorazione, che si svolsero a Torino (1902) e a Venezia (nel 1903, 1905 e 1909), oltre a quella di Milano (1906), che confermarono il suo impegno e la sua inventiva sia nell'applicazione del principio modernista della progettazione architettonica integrale (applicato a diversi settori delle arti applicate, quest'ultimo portò, a partire dal 1899, alla fortunata collaborazione, durata poco più di un decennio, con il rinomato mobilificio palermitano Golia-Ducrot), sia nell'ideale estetico dell'uguaglianza delle arti, in nome del quale organizzò un circolo interdisciplinare. Questo coinvolse alcuni dei migliori artisti palermitani nella realizzazione di alcune delle più significative espressioni italiane dell'"opera d'arte totale" (i suoi più assidui collaboratori furono gli scultori Antonio Ugo e Gaetano Geraci e i pittori Ettore De Maria Bergler, Giuseppe Enea, Rocco Lentini, Luigi Di Giovanni, Michele Cortegiani e Salvatore Gregorietti). Le recensioni inglesi, tedesche, austriache e, naturalmente, italiane dell'epoca testimoniano l'attenzione riservata alla sua produzione architettonica (e alla sua singolare coniugazione siciliana del principio del Gesamtkunstwerk) riconoscendo, così, il suo ruolo di primo piano (in Italia) nella modernità del linguaggio e la sua sensibilità al nuovo gusto estetico che sostituiva l'eclettismo ottocentesco. A questo proposito, è stato uno dei personaggi italiani più problematici nella fase di transizione verso la nuova "sensibilità artistica". Benché più anziano degli altri protagonisti del Liberty, agì con autorevolezza accademica nell'intento di promuovere il movimento di rinnovamento in Italia, e sostenne il fenomeno nelle sue premature espressioni (tra le più scarse in Europa) dando vita a una scuola del "progetto architettonico moderno". (i cui migliori discepoli e collaboratori, oltre ad alcuni qualificati protagonisti del tardo modernismo siciliano (See, Ernesto Armò, Francesco Fichera, Saverio Fragapane, Salvatore Benfratel¬lo, Giovan Battista Santangelo, Enrico Calandra, Francesco La Grassa, Salvatore Caronia Roberti e Giuseppe Samonà). Riportata presto a una corrente di maniera, la scuola finì, negli anni Venti, per isolare la maggior parte dei suoi membri dai nuovi orientamenti internazionali della cultura architettonica. Un processo, quest'ultimo, parallelo al futuro della società siciliana, della cui magnificenza (come esempio di rinascita economica e culturale a cavallo tra i due secoli) Basile era stato un sottile e impeccabile interprete. La sua attività professionale, svolta in diverse città italiane, tra cui Palermo, Roma e un gran numero di città siciliane, è caratterizzata da una particolare abilità nella progettazione architettonica e da un'eccezionale resa grafica, che rendono i suoi progetti delle autentiche opere d'arte.
  • Creatore:
    Ernesto Basile (Artista)
  • Dimensioni:
    Altezza: 78 cm (30,71 in)Larghezza: 45 cm (17,72 in)Profondità: 45 cm (17,72 in)
  • Venduto come:
    Set di 2
  • Stile:
    Art Nouveau (Del periodo)
  • Materiali e tecniche:
  • Luogo di origine:
  • Periodo:
    1900-1909
  • Data di produzione:
    1900
  • Condizioni:
    Lievi danni strutturali.
  • Località del venditore:
    NEUILLY-SUR-SEINE, FR
  • Numero di riferimento:
    1stDibs: LU9892248318972

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