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Filippo De PisisLettera autografa firmata da Filippo De Pisis - 19471947
1947
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Lettera autografa firmata da Filippo De Pisis accompagna un ritratto fotografico in b/n (cm 11 x 9) del giovane artista italiano, con il cappello basco in testa, che fuma la pipa e con il pappagallo sulla spalla. Questa composizione, in perfette condizioni, è montata sotto passepartout, plexiglass e cornice dorata (cm 40,5 x 2 x 54,5).
Il manoscritto è indirizzato a Gaetano Chiurazzi. Venezia, 20 gennaio 1947. Una pagina, su un solo lato. Su carta intestata "Ne nous embarbouillons pas dans les métaphores" (Balzac). cm 23 x 14,5. In 16°. In italiano. Firmato "F. de Pisis". Condizioni eccellenti, a parte le solite pieghe. Perfettamente leggibile
Un'affettuosa lettera di auguri scritta con una rapida calligrafia dall'artista appena tornato in Italia, a Venezia, dopo un breve soggiorno a Parigi, con i primi sintomi di una malattia che lo porterà alla morte. L'artista scrive al suo amico, il gallerista italiano Gaetano Chiurazzi (Napoli, 1899 - Roma, 1967), meglio conosciuto come "Tanino". Questa lettera sarà consegnata a Tanino da un grande ammiratore e collezionista di de Pesis.
Un manoscritto mostra come de Pisis trascorse la sua vita: tra Roma, Parigi e Venezia, conducendo uno stile di vita molto stravagante; aveva un pappagallo domestico di nome Coco e a Venezia era uno dei pochi residenti dell'epoca a utilizzare una gondola. An He aveva due gondolieri personali in servizio 24 ore su 24, che indossavano una livrea nera e oro.
Filippo De Pisis (nato Luigi Filippo Tibertelli, Ferrara 1896 - Brugherio 1956)
All'età di 20 anni, il giovane pittore ferrarese ebbe un incontro che cambiò la sua vita. Durante il servizio militare, incontra i "Dioscuri", i fratelli De Chirico e poi Carrà. Fu sicuramente colpito dal loro modo di vedere la pittura e, all'inizio, condivise lo stile metafisico. Dopo un breve soggiorno a Roma e a Parigi, all'inizio degli anni Venti, inizia a rielaborare il suo stile, fatto di suggestioni e soggetti originali, dove la linea pittorica è frammentata e, per questo, definita da Eugenio Montale "pittura a zampa di mosca". L'amicizia con Julius Evola gli permette di approfondire i suoi interessi esoterici e di trasferirli nell'arte moderna. La sua pittura si esprime in nature morte, paesaggi e ritratti con pennellate sciolte e tese. Entra a far parte del premio "Italiani di Parigi", insieme a de Chirico, Savinio, Massimo Campigli, Mario Tozzi, Renato Paresce e Severo Pozzati, e al critico francese Waldemar George.
Gaetano Chiurazzi (Napoli, 1899-1967)
Meglio conosciuto come Tanino, Gaetano Chiurazzi fu mandato a Roma nel 1925 dal padre per gestire la fonderia di famiglia e per occuparsi della sala espositiva di via del Babuino. Il suo interesse si spostò dai bronzi alla pittura. Il risultato fu un cambiamento nel carattere della galleria d'arte, che iniziò a esporre verso la fine degli anni '30, accanto ai bronzi classici, dipinti di artisti di scuola romana, fino a quando, dopo la seconda guerra mondiale, divenne una galleria di pittura, diventando così una delle più conosciute a Roma come "Vetrina Chiurazzi". Qui Chiurazzi accolse numerose mostre di artisti contemporanei, come Maccari, De Pisis, Mafai, Raphael, D. Cooper, Levi, Cagli, Morandi, Carrà, Soffici, De Chirico, Sironi, Rosai. Grande conoscitore d'arte, soprattutto amante dell'arte figurativa, intorno agli anni '50 aprì la sua galleria anche alle opere d'arte astratta di G. Dorazio, A. Perilli, G. Turcato, C. Accardi, T. Scialoia An He accolse anche opere di pittori stranieri tra cui S. Dalì, J. Ensor, M. Ernst, C. Pernieke, E. L. Kircimer. La sua attività, le sue conoscenze in campo artistico, la sua personalità e il suo carattere portarono C. a stringere amicizia con pittori contemporanei, soprattutto con De Pisis, ma anche con esponenti del mondo letterario tra cui in particolare G. Comisso, G. Ungaretti, A. Palazzeschi, L. De Libero.
- Creatore:Filippo De Pisis (1896 - 1956, Italiano)
- Anno di creazione:1947
- Dimensioni:Altezza: 40,5 cm (15,95 in)Larghezza: 54,5 cm (21,46 in)Profondità: 2 cm (0,79 in)
- Tecnica:
- Movimento e stile:
- Periodo:
- Condizioni:L assicurazione può essere richiesta dai clienti come servizio aggiuntivo; contattateci per maggiori informazioni.
- Località della galleria:Roma, IT
- Numero di riferimento:Venditore: T-1364991stDibs: LU650311535672
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Mostra tuttoLettera autografa firmata da Filippo De Pisis - 1947
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Lettera autografa firmata da de Pisis - "Amore e fiori" a Gaetano Chiurazzi. Venezia, 10 febbraio 1934. In italiano. Con francobolli e timbri postali. Condizioni molto buone, con lievi segni di invecchiamento. Busta originale inclusa. Perfettamente leggibile, su carta color avorio e su carta intestata "et spiritualis unctio".
Con note autografe firmate in inchiostro blu alla fine del dorso, da un autore non definito.
Una lettera di auguri affettuosa scritta con una calligrafia rapida e in modo criptico, con citazioni comprensibili solo nell'ambito del rapporto di amicizia tra il poeta-artista di "Amori e Fiori" e il gallerista italiano Gaetano Chiurazzi (Napoli, 1899 - Roma, 1967), meglio conosciuto come "Tanino".
De Pisis è oggi conosciuto soprattutto per i suoi paesaggi urbani, le scene marittime di ispirazione metafisica e le nature morte, in particolare quelle che raffigurano fiori. Il suo lavoro ha una qualità particolarmente ariosa ed è carico di una sorta di piacere patetico.
Questa lettera dimostra come de Pisis trascorreva la sua vita: tra Roma, Parigi e Venezia, conducendo uno stile di vita molto stravagante; aveva un pappagallo domestico di nome Coco e a Venezia era uno dei pochi residenti dell'epoca a utilizzare una gondola. An He aveva due gondolieri personali in servizio 24 ore su 24, che indossavano una livrea nera e oro.
Filippo De Pisis (nato Luigi Filippo Tibertelli, Ferrara 1896 - Brugherio 1956)
All'età di 20 anni, il giovane pittore ferrarese ebbe un incontro che cambiò la sua vita. Durante il servizio militare, incontra i "Dioscuri", i fratelli De Chirico e poi Carrà. Fu sicuramente colpito dal loro modo di vedere la pittura e, all'inizio, condivise lo stile metafisico. Dopo un breve soggiorno a Roma e a Parigi, all'inizio degli anni Venti, inizia a rielaborare il suo stile, fatto di suggestioni e soggetti originali, dove la linea pittorica è frammentata e, per questo, definita da Eugenio Montale...
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