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Frans Pourbus the Younger
Ritratto civico di un gentiluomo in doppiopetto accanto a un tavolo con orologio, datato 1595

1595

8709,86 €

Informazioni sull’articolo

Ritratto civico di un gentiluomo in doppiopetto accanto a un tavolo con un orologio, datato 1595 Circolo di Frans Pourbus il Vecchio (1545-1581) Questo raro e avvincente ritratto fiammingo del tardo Cinquecento è tra gli esempi più completi e intellettualmente coinvolgenti di ritratto civico di Anversa sopravvissuti nel periodo. Dipinta su tavola e datata 1595, con l'età del personaggio accuratamente iscritta come Ætatis LVI, l'opera combina una qualità eccezionale, un buono stato di conservazione, un'araldica leggibile e una somiglianza psicologicamente sfumata. Pochi ritratti di questo tipo conservano un insieme così coerente di iscrizioni, identità araldica, oggetti simbolici e raffinatezza pittorica, rendendo quest'opera di autentica importanza nel campo della ritrattistica del Rinascimento settentrionale. Il seduto, un uomo di cinquantasei anni nato intorno al 1539, viene presentato attraverso le iniziali dipinte "V.D.I.S.V.A." e lo stemma che lo accompagna come un membro dell'élite urbana armigera, coerente con la cultura patrizia di Anversa/Brabante. Questo formato abbreviato riflette una pratica comune del tardo Cinquecento fiammingo, in cui i cognomi composti -van der S... van D...- venivano ridotti alle iniziali per garantire chiarezza ed equilibrio nelle iscrizioni dei ritratti. Il monogramma può plausibilmente indicare una discendenza collegata alla famiglia Van der Straeten o a un altro ramo o alleanza armigera Van der S- / Van D-. L'analisi araldica supporta questa lettura generale: lo stemma presenta una mantellatura in argent e gules (argento e rosso), colori compatibili con diverse tradizioni araldiche patrizie fiamminghe e brabantine (comprese le varianti di A der Straeten), insieme a un elemento scuro dello stemma che potrebbe riflettere un dispositivo inquartato o alleato. Questa autoaffermazione araldica era tipica della classe mercantile-magistrale, i cui membri utilizzavano sempre più spesso la ritrattistica per proclamare il lignaggio, la legittimità e la continuità in un periodo di incertezza civica. L'abbigliamento del personaggio è sobrio ma inconfondibilmente d'élite, databile con precisione alla metà del 1590. An He indossa una doppietta nera di tinta costosa, tagliata senza ostentazione ed emblematica di dignità, serietà morale e ricchezza. Alla fine del XVI secolo, ad Anversa e nel Brabante, il nero era il colore preferito dell'autorità civica, ampiamente adottato da magistrati, mercanti e funzionari legali sulla scia di sconvolgimenti religiosi e politici. La sua gorgiera bianca, accuratamente plissettata e di dimensioni moderate, corrisponde alla moda degli anni 1590, prima che la gorgiera raggiungesse le sue forme architettoniche più esagerate. Queste gorgiere sobrie erano associate alla rispettabilità professionale piuttosto che allo sfoggio aristocratico, rafforzando l'identità del seduttore come uomo di responsabilità civile. Particolarmente suggestive sono le mani del personaggio, dipinte con ampiezza e autorità, e i due anelli d'oro indossati sul mignolo della mano sinistra. Nella ritrattistica fiamminga contemporanea, gli anelli multipli spesso significavano potere contrattuale, ricchezza derivata dal commercio o autorità legale. Un anello sembra fungere da sigillo, l'altro da emblema di status, sottolineando insieme il ruolo del personaggio come partecipante fidato alla vita economica e civica della sua regione. Non si tratta di gesti ornamentali, ma di segni deliberati di carica e responsabilità. Sul tavolo ricoperto di verde davanti a lui è appoggiato un orologio portatile aperto (un orologio da tavolo o un orologio), il cui quadrante è chiaramente visibile. Nel 1590, questi meccanismi erano oggetti di lusso, posseduti da persone benestanti e istruite e strettamente associati a idee di ordine, disciplina e responsabilità morale. La lancetta si trova vicino alle ore 12, che può essere letta non solo come un promemoria della mortalità, ma anche come un momento di pienezza ed equilibrio. Nel contesto di un uomo di cinquantasei anni, questo simbolo può essere inteso come un'affermazione di una vita all'apice - segnata da vigilanza, amministrazione e tempo ben governato - piuttosto che di un declino. L'iscrizione "ANNO 1595 - ÆTATIS LVI" è contemporanea al dipinto ed è eseguita in lettere maiuscole dentellate d'oro completamente integrate nella superficie pittorica. La sua chiarezza fornisce una rara certezza cronologica e conferma che il ritratto è un atto deliberato di auto-rappresentazione in una fase matura della vita. Insieme all'araldica, colloca il personaggio all'interno della cultura dell'élite civica della fine del XVI secolo. Il momento storico in cui il ritratto è stato dipinto aggiunge ulteriore risonanza. Nel 1595 Anversa era una città in ripresa. Un decennio dopo la sua caduta in mano alle forze asburgiche spagnole nel 1585, la città stava ridisegnando la propria identità tra il riallineamento confessionale, la contrazione economica e la partenza di molti mercanti protestanti verso i Paesi Bassi settentrionali. Coloro che rimasero formarono una classe dirigente resistente - mercanti, magistrati e capi di corporazioni di orientamento cattolico - incaricata di stabilizzare le istituzioni civiche e di ridefinire il ruolo di Anversa all'interno dei Paesi Bassi spagnoli. La ritrattistica in questo periodo fungeva da potente strumento di continuità, affermando il lignaggio, l'autorità e la fermezza morale in tempi incerti. L'autore di questo ritratto appartiene inequivocabilmente a quel mondo. Dal punto di vista stilistico, il dipinto appartiene alla scuola di Anversa degli anni '90 del XV secolo, strettamente allineato con la tradizione del ritratto plasmata da Frans Pourbus il Vecchio, ma chiaramente eseguito dopo la sua morte nel 1581. La modellazione morbida degli occhi, con palpebre delicatamente sciolte e lumeggiature interiorizzate, la gestione atmosferica della carne e il trattamento massiccio e tonale della barba distinguono l'opera dalla linearità più nitida di Ambrosius Francken I e dalla pennellata più animata di Martin de Vos. L'increspatura manca della rigida precisione architettonica tipica di Frans Pourbus, pur conservando la sobrietà del suo idioma. Le mani sono larghe e poco teatrali, trasmettono autorità senza sfarzo e il tono psicologico generale è tranquillo, introspettivo e civico piuttosto che aulico. Ciò che contraddistingue questo ritratto è la coerenza del suo messaggio. Il costume, i gesti, l'araldica, le iscrizioni e gli oggetti simbolici agiscono di concerto per costruire un'immagine di autorità, lignaggio e responsabilità misurata. Si tratta di un ritratto finemente dipinto e di una sofisticata dichiarazione di identità in un momento cruciale della storia dei Paesi Bassi meridionali. Per questo motivo, il dipinto non offre solo un fascino estetico, ma anche un vivido documento umano della vita civile della fine del XVI secolo. La qualità, lo stato di conservazione, la datazione sicura e la ricchezza intellettuale ne fanno un esempio di ritrattistica di Anversa e un'opera di notevole interesse per collezionisti e istituzioni. Con dedica: "ANNO 1595 - ÆTATIS - LVI" e con dispositivo araldico e iniziali: "V.D.S.V.D." Misure: Altezza 89cm, Larghezza 70cm, Profondità 7cm incorniciato (Altezza 35", Larghezza 27.5", Profondità 2.75" incorniciato)
  • Creatore:
    Frans Pourbus the Younger
  • Anno di creazione:
    1595
  • Dimensioni:
    Altezza: 89 cm (35,04 in)Larghezza: 70 cm (27,56 in)Profondità: 7 cm (2,76 in)
  • Tecnica:
  • Movimento e stile:
  • Periodo:
  • Condizioni:
    Le condizioni sono ottime e può essere appeso e utilizzato immediatamente. Il dipinto è stato sottoposto a una rigorosa valutazione delle condizioni da parte di un conservatore professionista prima di essere messo in vendita.
  • Località della galleria:
    London, GB
  • Numero di riferimento:
    1stDibs: LU1199117418852

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