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Francesco La Marra
Dalla Venezia rinascimentale alla Napoli del Barocco, un disegno di Francesco La Marra

1750-1775

9000 €IVA inclusa

Informazioni sull’articolo

Questo vigoroso disegno presenta una brillante sintesi tra la tradizione veneziana di Tiziano, di cui è una lontana eco, e il barocco napoletano di Francesco Solimena, che influenzò fortemente Francesco La Marra, pittore e incisore pugliese la cui ricca opera grafica è stata recentemente riscoperta grazie al lavoro di diversi storici dell'arte. Oltre ai contorni molto caratteristici delle numerose figure che animano questa grande composizione, La Marra è riconoscibile per l'uso quasi sistematico di "toppe" recanti un pentimento, un esempio delle quali si può vedere qui a sinistra per la figura di San Francesco. 1. Francesco La Marra, pittore e incisore napoletano Francesco La Marra era un artista pugliese (era nato a Martina Franca nel 1728) che si trasferì a Napoli nel 1748. Sebbene si sappia poco della sua vita, si tratta di un artista il cui corpus di opere è ancora in fase di compilazione, ma la cui importanza tra gli artisti napoletani della seconda metà del XVIII secolo sta diventando sempre più chiara. Lavorò come incisore illustrando libri religiosi, ma anche come cartografo: si ritiene infatti che sia stato uno degli incisori della gigantesca Mappa di Napoli commissionata dal Duca di Noja (1768-1775). Si pensa anche che abbia lavorato al fianco di Pierre Yves d'Hancarville per incidere riproduzioni di vasi antichi per illustrare le collezioni di Lord Hamilton. Nel 1792 fu pubblicata postuma una raccolta di stampe che riproduceva i disegni di La Marra sui grandi maestri napoletani Mattia Preti, Luca Giordano e Francesco Solimena (o presunti tali), dimostrando il suo virtuosismo grafico e la sua conoscenza delle opere dei grandi artisti barocchi che lavoravano a Napoli. Questo virtuosismo grafico e i frequenti omaggi ai grandi maestri napoletani spiegano perché i disegni di La Marra sono stati spesso attribuiti a Giordano o a Solimena, prima di essere gradualmente attribuiti a La Marra dalla critica contemporanea. Sebbene la sua produzione grafica sia stata molto prolifica, pochi dei suoi dipinti sono oggi noti; i più famosi sono le tre tele che realizzò nel 1750 per la chiesa dei Santi Filippo e Giacomo a Napoli, che sono rimaste in situ. 2. Un disegno dall'iconografia complessa Il disegno che presentiamo è caratterizzato da un'iconografia complessa: la Vergine Maria è seduta su un trono sostenuto da un leone e da un grifone ai piedi di una grande colonna; due cherubini portano la croce nel cielo. La Vergine presenta il Bambino che tiene in braccio a un primo cerchio di figure sacre, tra cui riconosciamo San Francesco a sinistra della composizione e Saint George a destra, con il piede appoggiato sulla lancia spezzata con cui sconfisse il drago. Un secondo cerchio rappresenta i donatori inginocchiati nella parte inferiore della composizione. La composizione è chiaramente ispirata a uno dei capolavori di Tiziano, la Madonna di Pesaro (quinto quadro della galleria), e il fatto che sia stata raffigurata al contrario suggerisce che La Marra probabilmente conosceva questo dipinto, conservato a Venezia, attraverso la stampa di A. Valentin Lefèvre (quarto quadro della galleria, dato che le stampe erano utilizzate fin dal Rinascimento per trasmettere le innovazioni formali nelle botteghe. La Marra si appropria interamente di questa composizione, rielaborandola in modo perfettamente barocco e allo stesso tempo molto personale: da un'angolazione bassa (da sotto in su) che rafforza la monumentalità della composizione, la Vergine appare in posizione centrata ai piedi di un'unica colonna che simboleggia il suo ruolo di mediatrice tra il regno terreno, occupato sia dallo spettatore che dalla grande assemblea che la circonda, e il regno divino, convenzionalmente situato nei cieli. San Francesco è ora raffigurato come un Rückenfigur (pur rimanendo riconoscibile dal saio e dalla tonsura); questo cambiamento nella composizione, reso visibile dall'aggiunta della famosa toppa, permette allo spettatore di entrare pienamente nella composizione al primo sguardo. Un disegno del Metropolitan Museum attribuito a La Marra (ultima immagine della galleria), condivide diverse caratteristiche comuni con la nostra composizione: un formato allungato e una vista ad angolo basso, una composizione bipartita, un significativo pentimento su un foglio laminato e la presenza di una Rückenfigur che ci attira nella composizione... Sebbene non abbiamo trovato stampe o dipinti di La Marra che utilizzino questa composizione, un disegno presentato dalla galleria Drawingsonline che utilizza la stessa composizione finita (6° immagine della galleria) ci fa pensare che sia stata realizzata. 3. Provenienza e incorniciatura Abbiamo scelto di incorniciare questo disegno in una cornice italiana in legno modellato e dorato (Emilia-Romagna, XVIII secolo) con un profilo particolarmente elaborato che mette in evidenza e sottolinea la monumentalità barocca di questa composizione.
  • Creatore:
    Francesco La Marra (1728 - 1787, Italiano)
  • Anno di creazione:
    1750-1775
  • Dimensioni:
    Altezza: 64,14 cm (25,25 in)Larghezza: 51,77 cm (20,38 in)
  • Tecnica:
  • Movimento e stile:
  • Periodo:
  • Condizioni:
    Dimensioni: 15 ½ x 10 ½ (39,5 x 26,7 cm) - Con cornice: 25 ¼ x 20 3/8 (64 x 51,8 cm) Provenienza: collezione privata, Bruxelles Cornice italiana in legno modellato e dorato - Emilia Romagna, XVIII secolo.
  • Località della galleria:
    PARIS, FR
  • Numero di riferimento:
    1stDibs: LU1568217021132

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