Questa splendida litografia e pochoir di Maria Helena Vieira da Silva (1908-1992), intitolata Sans titre (Senza titolo), dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie N°7 (doppio) Juin 1956, proviene dall'edizione del 1956 pubblicata dalla Societe Internationale dArt XXe Siecle, Paris, sotto la Directional di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris, e stampata da Atelier Daniel Jacomet
Cie, Paris, 1956. Un esempio scintillante dell'astrazione spaziale di Silva, che riflette la geometria ritmica, la profondità architettonica e la frammentazione luminosa che definiscono la sua celebre opera.
Eseguita come litografia e pochoir su carta velina, quest'opera misura 9,75 x 12,5 pollici. Firmato nel piatto e non numerato come da edizione. Stampata da Atelier Daniel Jacomet
Cie, Paris, uno dei principali atelier del XX secolo.
Dettagli dell'opera d'arte:
Artista: Maria Helena Vieira da Silva (1908-1992)
Titolo: Sans titre (Senza titolo)
Medio: Litografia e pochoir su carta velina
Dimensioni: 9,75 x 12,5 pollici (24,77 x 31,75 cm)
Iscrizione: Firmato nella lastra e non numerato come da edizione
Data: 1956
Editore: Societe Internationale dArt XXe Siecle, Paris, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris
Stampatore: Atelier Daniel Jacomet
Cie, Parigi
Condit: Ben conservato, coerente con l'età e il supporto
Provenienza: Dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie N°7 (double), Juin 1956, pubblicato dalla Societe Internationale dArt XXe Siecle, Paris; stampato da Atelier Daniel Jacomet
Cie, Paris, 1956
Informazioni sulla pubblicazione:
Gualtieri di San Lazzaros XXe Siecle (Novecento) è stata una delle riviste d'arte più influenti dell'era moderna, fondata a Parigi nel 1938 per riunire i più grandi pittori, scultori e scrittori del XX secolo. San Lazzaro, editore visionario e campione del modernismo, credeva profondamente nella sintesi tra arte e letteratura, creando una pubblicazione che fungesse sia da piattaforma scientifica che da oggetto da collezione. Nei suoi numerosi numeri, XXe Siecle presentava litografie, pochoirs, linoleografie e incisioni su legno originali dei principali maestri moderni, tra cui Picasso, Matisse, Chagall, Miro, Braque, Leger, Kandinsky e Calder, stampati da atelier di primo piano come Mourlot, Atelier Premiere e Lacouriere. I numeri doppi degli anni '50 riflettono un periodo fiorente di astrazione, scultura e sperimentazione d'avanguardia del dopoguerra. Oggi, XXe Siecle rimane un punto di riferimento essenziale nella storia dell'arte del XX secolo, apprezzato da collezionisti, musei e studiosi di tutto il mondo.
Informazioni sull'artista:
Maria Helena Vieira da Silva (1908-1992) è stata una pittrice francese di origini portoghesi le cui intricate e luminose astrazioni di spazio, architettura e memoria l'hanno resa una delle artiste più influenti del XX secolo e una figura centrale del modernismo europeo del dopoguerra. Nota per le sue composizioni labirintiche di luce, ritmo e frammentazione geometrica, Vieira da Silva ha trasformato il linguaggio dell'astrazione in un'esplorazione poetica della percezione e della coscienza. Nata a Lisbona, si trasferì a Parigi nel 1928, dove si unì alla vivace comunità d'avanguardia e assorbì le influenze di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray. Da Picasso ha imparato a decostruire lo spazio; da Kandinsky e Mirò ha scoperto la spiritualità espressiva dell'astrazione; da Duchamp e Man Ray ha ereditato la libertà concettuale di fondere l'intelletto con l'intuizione. Tuttavia l'arte di Vieira da Silva era del tutto originale: una sintesi di geometria, emozione e memoria resa attraverso reti pulsanti di linee e colori. I suoi primi lavori riflettevano strutture costruttiviste e cubiste, ma negli anni '40 aveva sviluppato il suo stile maturo, una forma visionaria di astrazione che trasformava città, biblioteche e spazi immaginari in mosaici scintillanti di forme e luce. Durante la Seconda Guerra Mondiale si rifugiò in Brasile con il marito, il pittore Arpad Szenes, dove l'atmosfera tropicale infuse luminosità alla sua tavolozza prima del suo ritorno a Parigi nel 1947, quando emerse come una delle figure di spicco dell'Ecole de Paris. I suoi dipinti, come La Bibliotheque (1949) e A Cidade (1950), rivelano la sua capacità di fondere architettura ed emozione, intelletto e intuizione, raffigurando griglie spaziali infinite che evocano sia la complessità della vita urbana che l'architettura del pensiero stesso. Nel corso degli anni Cinquanta e Sessanta, l'artista ottenne un successo internazionale, esponendo presso importanti istituzioni come il Museum of Modern Art, la TATE Modern, il Centre Pompidou e il Calouste Gulbenkian Museum. Nel 1966 divenne la prima donna a ricevere il Frances Grand Prix National des Arts, affermando il suo ruolo pionieristico nella pittura astratta. Il lavoro di Vieira da Silva è stato un ponte tra la precisione del Costruttivismo e il lirismo del Surrealismo, ispirando artisti successivi come Nicolas de Stael, Pierre Soulages, Bridget Riley e Sean Scully, che hanno attinto dalla sua capacità di armonizzare geometria ed emozione. I suoi dipinti, spesso paragonati a composizioni musicali o ad arazzi di luce, continuano ad affascinare per il loro rigore intellettuale e la loro risonanza spirituale, offrendo agli spettatori un ingresso nell'architettura metafisica della percezione stessa. Al fianco di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassilly Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray, Silva rimane uno dei grandi visionari poetici dell'astrazione moderna. Il suo record d'asta più alto è stato raggiunto con A Cidade (1955), venduto per 2,68 milioni di dollari da Sotheby's, Londra, il 28 giugno 2012, riaffermando la sua eredità come una delle artiste più intellettualmente profonde, spiritualmente evocative e da collezione dell'era moderna.
Maria Helena Vieira da Silva, Sans titre, XXe Siecle 1956, litografia e pochoir stampati da Jacomet.