Questa splendida litografia di Marino Marini (1901-1980), intitolata Cheval et cavalier (Cavallo e cavaliere), dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, XXVe Annee N°22, Noel 1963, proviene dall'edizione del 1963 pubblicata dalla Societe Internationale d'Art XXe siecle, Paris, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris, e stampata da Mourlot Freres, Paris, 1963. Cheval et cavalier riflette l'esplorazione di Marini, durata tutta la vita, della relazione dinamica e simbolica tra l'uomo e il cavallo, qui resa con la forza espressiva e la forma ritmica caratteristiche della sua unica visione modernista.
Eseguita come litografia su carta velina, quest'opera misura 12,5 x 9,75 pollici. Non firmato e non numerato come da edizione. L'edizione esemplifica la superba maestria di Mourlot Freres, Parigi.
Dettagli dell'opera d'arte:
Artista: Marino Marini (1901-1980)
Titolo: Cheval et cavalier (Cavallo e cavaliere), dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, XXVe Annee N°22, Noel 1963
Medio: Litografia su carta velina
Dimensioni: 12,5 x 9,75 pollici (31,75 x 24,77 cm)
Iscrizione: Non firmata e non numerata come emessa
Data: 1963
Editore: Societe Internationale d'Art XXe siecle, Paris, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris
Stampatore: Mourlot Freres, Parigi
Catalogo ragionato di riferimento: Guastalla, Giorgio, et al. Marino Marini: Catalogo ragionato delle opere grafiche (incisioni e litografie), 1919-1980. Edizioni Leslie J. Sacks: Graphis Arte Editions, 1993, illustrazione LN.
Condit: Ben conservato, coerente con l'età e il supporto
Provenienza: Dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, XXVe Annee N°22, Noel 1963, pubblicato dalla Societe Internationale d'Art XXe siecle, Paris, sotto la direzione di Mourlot Paris; stampato da Mourlot Freres, Paris, 1963.
Informazioni sulla pubblicazione:
Il XXe Siecle di Gualtieri di San Lazzaro è stata una delle riviste d'arte più influenti dell'era moderna, fondata a Parigi nel 1938 come piattaforma per i più grandi pittori, scultori e scrittori del XX secolo. San Lazzaro, editore, critico e campione del modernismo visionario, credeva che l'arte e la letteratura dovessero coesistere come espressioni di un'immaginazione umana condivisa. Sotto la sua direzione, XXe Siecle divenne un ponte culturale tra l'Europa e il resto del mondo, pubblicando numeri speciali dedicati a figure di spicco come Picasso, Matisse, Matisse, Braque, Calder, Calder, Kandinsky e Leger. Ogni edizione combinava saggi di critici e poeti famosi con litografie e xilografie originali stampate dai più importanti atelier di Parigi, Milano e New York, tra cui Mourlot, &New e Amilcare Pizzi, creando un dialogo unico e ricco tra testo e immagine. Nel corso del XXe Siecle, San Lazzaro ha preservato lo spirito creativo dell'avanguardia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, sostenendo la libertà di espressione e l'evoluzione dell'astrazione, del surrealismo e del pensiero moderno. Per quasi quattro decenni, la rivista ha plasmato il gusto internazionale e definito il panorama intellettuale dell'editoria d'arte del dopoguerra. Oggi, XXe Siecle rimane celebre per la sua straordinaria sintesi di arte, letteratura e design, una testimonianza duratura della convinzione di Gualtieri di San Lazzaro che le arti visive siano l'anima dell'età moderna.
Informazioni sull'artista:
Marino Marini (1901-1980) è stato uno scultore, pittore e stampatore italiano le cui figure equestri cariche di emozioni e l'esplorazione della condizione umana lo hanno reso uno degli scultori più importanti del XX secolo. Nato a Pistoia e formatosi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, Marini ha unito la forza senza tempo della scultura classica ed etrusca con la libertà espressiva del modernismo per creare un'arte profondamente umana, a cavallo tra antichità e astrazione. Profondamente legato ai circoli d'avanguardia del suo tempo, si muoveva nella stessa orbita creativa di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray-artisti che, come lui, hanno ridefinito la forma, l'emozione e la percezione per l'era moderna. Da Picasso e Giacometti, Marini ha assorbito la reinvenzione emotiva e strutturale della forma umana; da Calder e Miro, ha abbracciato il movimento e il ritmo; e da Dalì, Duchamp e Kandinsky, ha preso la libertà di infondere alla scultura un'intensità psicologica e spirituale. Il suo motivo ricorrente del cavallo e del cavaliere, presente in capolavori come Cavaliere, Pomona e Miracolo, divenne una potente metafora dell'eterna lotta dell'uomo tra controllo e caos, intelletto e istinto e del fragile equilibrio tra civiltà e natura. Nei suoi primi lavori, il cavaliere appare calmo e idealizzato, ma man mano che il mondo scendeva nella violenza del XX secolo, le composizioni di Marini diventavano sempre più espressive e frammentate, trasformandosi in simboli ossessionanti di paura, disperazione e sopravvivenza. I suoi bronzi, con le loro texture ruvide e la loro semplicità monumentale, evocano sia la resistenza degli idoli antichi che l'urgenza esistenziale della vita moderna. Figura di spicco della scultura europea del dopoguerra, Marini vinse il Gran Premio per la Scultura alla Biennale di Venezia del 1952 ed espose presso importanti istituzioni come il Museum of Modern Art (New York), la TATE Modern (Londra), il Centre Pompidou (Parigi) e la Peggy Guggenheim Collection (Venezia). Le sue forme tattili e senza tempo hanno influenzato una nuova generazione di scultori come Henry Moore, Lynn Chadwick, Elisabeth Frink e Fernando Botero, che hanno condiviso il suo fascino per la tensione espressiva tra uomo e bestia, massa e movimento, serenità e caos. L'arte di Marini incarna sia la dignità che la vulnerabilità dell'umanità, raggiungendo ciò che pochi scultori hanno fatto dall'antichità: un linguaggio universale di forme e sentimenti che trascende il tempo, la cultura e l'ideologia. Al fianco di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray, Marino Marini rimane uno dei visionari scultori dell'arte moderna. Il suo record d'asta più alto è stato raggiunto con Cavaliere (1951), venduto per 10,6 milioni di dollari da Sotheby's, New York, il 4 novembre 2014, riaffermando la sua eredità come uno degli scultori più spiritualmente risonanti, emotivamente profondi e da collezione dell'era moderna.
Marino Marini Cheval et cavalier, Marini Horse and Rider 1963 XXe Siecle, litografia Mourlot, carta velina Marini, stampa da collezione Marini.