Questa splendida linoleografia di Ossip Zadkine (1890-1967), intitolata Les trois graces (Le tre grazie), dall'album XXe siecle, Chroniques du jour, 13 rue Valette (5e), Directeur G. di San Lazzaro, Sommaire du no. 4, Noel, 1938, proviene dall'edizione del 1938 pubblicata da Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Parigi, in collaborazione con la Societe Internationale d'Art XXe siecle, Parigi, e stampata da Mourlot Editions, Parigi. Les trois graces esemplifica la sensibilità scultorea di Zadkine sulla carta, fondendo l'astrazione ritmica e la forma umana in una meditazione lirica sull'armonia, il movimento e l'emozione.
Eseguita come linoleografia su carta velina, quest'opera misura 12,5 × 9,75 pollici (31,75 × 24,77 cm). Firmato nel piatto e non numerato, come da edizione. L'edizione esemplifica la superba maestria di Mourlot Freres, Parigi.
Dettagli dell'opera d'arte:
Artista: Ossip Zadkine (1890-1967)
Titolo: Les trois graces (Le tre grazie), dall'album XXe siecle, Chroniques du jour, 13 rue Valette (5e), Directeur G. di San Lazzaro, Sommaire du no. 4, Noel, 1938
Medio: Linoleografia su carta velina
Dimensioni: 12,5 × 9,75 pollici (31,75 × 24,77 cm)
Iscrizione: Firmato nella lastra e non numerato, come emesso
Data: 1938
Editore: Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris, in Collaboration with Societe Internationale d'Art XXe siecle, Paris
Stampatore: Mourlot Freres, Parigi
Riferimenti al catalogo ragionato: Ossip Zadkine, Ossip. Catalogo dell'opera grave e della litografia. Parigi: Andre Sauret, 1962, illustrazione 16
Condit: Ben conservato, coerente con l'età e il supporto
Provenienza: Dall'album XXe siecle, Chroniques du jour, 13 rue Valette (5e), Directeur G. di San Lazzaro, Sommaire du no. 4, Noel, 1938, pubblicato da Gualtieri di San Lazzaro, editore, Parigi.
Informazioni sulla pubblicazione:
Il XXe Siecle di Gualtieri di San Lazzaro è stata una delle riviste d'arte più influenti dell'era moderna, fondata a Parigi nel 1938 come piattaforma per i più grandi pittori, scultori e scrittori del XX secolo. San Lazzaro, editore, critico e campione del modernismo visionario, credeva che l'arte e la letteratura dovessero coesistere come espressioni di un'immaginazione umana condivisa. Sotto la sua direzione, XXe Siecle divenne un ponte culturale tra l'Europa e il resto del mondo, pubblicando numeri speciali dedicati a figure di spicco come Picasso, Matisse, Matisse, Braque, Calder, Calder, Kandinsky e Leger. Ogni edizione combinava saggi di critici e poeti famosi con litografie originali stampate dai più importanti Atelier Paris, tra cui Mourlot, Arte e Bellini, creando un dialogo unico e ricco tra testo e immagine. Nel corso del XXe Siecle, San Lazzaro ha preservato lo spirito creativo dell'avanguardia durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, sostenendo la libertà di espressione e l'evoluzione dell'astrazione, del Surrealismo e del pensiero moderno. Per quasi quattro decenni, la rivista ha plasmato il gusto internazionale e definito il panorama intellettuale dell'editoria d'arte del dopoguerra. Oggi, XXe Siecle rimane celebre per la sua straordinaria sintesi di arte, letteratura e design, una testimonianza duratura della convinzione di Gualtieri di San Lazzaro che le arti visive siano l'anima dell'età moderna.
Informazioni sull'artista:
Ossip Zadkine (1890-1967) è stato uno scultore e pittore francese di origine russa la cui magistrale fusione di cubismo, espressionismo e umanesimo lirico lo ha reso uno degli scultori più visionari del XX secolo. Poeta della forma e del ritmo, Zadkine ha trasformato la geometria frammentata del cubismo in un linguaggio profondamente emotivo fatto di movimento, struttura e risonanza spirituale. Nato a Vitebsk, in Bielorussia (all'epoca parte dell'Impero Russo), Zadkine studiò a Londra prima di stabilirsi a Parigi nel 1910, dove si immerse nei circoli d'avanguardia della città tra Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray-artisti che, come lui, ridefinirono i confini dell'espressione moderna. Influenzato dalle innovazioni di Picasso e Braque e dalla vitalità primordiale dell'arte africana e cicladica, Zadkine estese il cubismo in tre dimensioni, creando sculture che fondevano struttura analitica e ritmo organico. Le sue prime sculture in legno e pietra frammentavano e riassemblavano la forma umana, infondendo all'astrazione calore, emozione e un senso di continuità della vita. Prestando servizio come barelliere nella Prima Guerra Mondiale, Zadkine fu testimone in prima persona della distruzione dell'umanità, un'esperienza che avrebbe permeato la sua arte con temi di sofferenza, resilienza e rinascita. Dopo la guerra, divenne una figura centrale dell'Ecole de Paris: le sue opere degli anni '20 e '30 fondono il dinamismo geometrico con una sensualità lirica che fa da ponte tra modernismo e mitologia. Le sue sculture - come Orfeo, Il violinista e La donna reclinata - esemplificano la sua convinzione che l'arte sia "l'architettura delle emozioni", dove massa e vuoto coesistono in armonia. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Zadkine fuggì dalla Francia occupata per trasferirsi a New York, insegnando all'Art Students League e influenzando una generazione di giovani scultori prima di tornare a Parigi per creare il suo più grande capolavoro, La città distrutta (1951-1953), un monumentale monumento in bronzo a Rotterdam che commemora la devastazione della guerra. Il torso cavo e le braccia tese dell'opera divennero un simbolo universale di angoscia e trascendenza, incarnando la sua convinzione di sempre sul potere dell'arte di restituire all'umanità la vita moderna. Il suo stile maturo combinava l'innovazione strutturale con un lirismo organico che ispirò Henry Moore, Barbara Hepworth, Lynn Chadwick, Eduardo Paolozzi e Isamu Noguchi, mentre la sua enfasi sul ritmo e sull'unità influenzò la traiettoria della scultura e del design moderni. Gli ultimi anni di Zadkine furono dedicati all'insegnamento presso l'Academy de la Grande Chaumiere e al perfezionamento della sua visione dell'arte come dialogo tra natura, forma e spirito. Le sue sculture, i suoi disegni e i suoi rilievi - oggi conservati al Musee Zadkine (Parigi), al Museum of Modern Art (New York), alla TATE Modern (Londra) e al Centre Pompidou (Parigi) - incarnano un linguaggio universale di rinnovamento e compassione. Al fianco di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray, Ossip Zadkine rimane uno degli scultori più importanti dell'arte moderna, un visionario che ha saputo conciliare frammentazione e unità, intelletto ed emozione, per esprimere la forza indomabile dell'anima umana. Il suo record d'asta è stato raggiunto con Torse d'homme (1920-1922 circa), venduto per 3,43 milioni di dollari da Christie's, New York, il 15 novembre 2017, riaffermando la sua importanza duratura come uno degli scultori più emotivamente profondi, strutturalmente innovativi e da collezione del XX secolo.
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