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Pietro Consagra
Pietro Consagra, Senza titolo, da Siecle, 1959

1959

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Informazioni sull’articolo

Questa squisita xilografia di Pietro Consagra (1920-2005), intitolata Sans titre (Senza titolo), dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, XXIe Annee, N°13, Darte 1959, proviene dall'edizione del 1959 pubblicata dalla Societe Internationale dArt XXe Siecle, Parigi, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Parigi, e stampata da Mourlot Editions, Parigi, 1959. Esempio eclatante dell'astrazione Consagras del dopoguerra, riflette la radicale sperimentazione planare e il linguaggio scultoreo frontale che definiscono la sua celebre opera. Eseguita come xilografia su carta velina, quest'opera misura 12,5 x 9,75 pollici. Non firmato e non numerato come da edizione. Stampato da Mourlot Freres, Parigi, uno dei principali Atelier del XX secolo. Dettagli dell'opera d'arte: Artista: Pietro Consagra (1920-2005) Titolo: Sans titre (Senza titolo) Medio: Xilografia su carta velina Dimensioni: 12,5 x 9,75 pollici (31,75 x 24,77 cm) Iscrizione: Non firmata e non numerata come emessa Data: 1959 Editore: Societe Internationale dArt XXe Siecle, Paris, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Paris Stampatore: Mourlot Freres, Parigi Condit: Ben conservato, coerente con l'età e il supporto Provenienza: Dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, XXIe Annee, N°13, Noel 1959, pubblicato dalla Societe Internationale dArt XXe Siecle, Parigi; stampato da Mourlot Freres, Parigi, 1959. Informazioni sulla pubblicazione: Gualtieri di San Lazzaros XXe Siecle (Novecento) è stata una delle riviste d'arte più influenti dell'era moderna, fondata a Parigi nel 1938 per riunire i più grandi pittori, scultori e scrittori del XX secolo. San Lazzaro, editore visionario e campione del modernismo, credeva profondamente nella sintesi tra arte e letteratura, creando una pubblicazione che fungesse sia da piattaforma scientifica che da oggetto da collezione. Nei suoi numerosi numeri, XXe Siecle presentava litografie, pochoirs, linoleografie e incisioni su legno originali dei principali maestri moderni, tra cui Picasso, Matisse, Chagall, Miro, Braque, Leger, Kandinsky e Calder, stampati da atelier di primo piano come Mourlot, Atelier Premiere e Lacouriere. I numeri doppi degli anni '50 riflettono un periodo fiorente di astrazione, scultura e sperimentazione d'avanguardia del dopoguerra. Oggi, XXe Siecle rimane un punto di riferimento essenziale nella storia dell'arte del XX secolo, apprezzato da collezionisti, musei e studiosi di tutto il mondo. Informazioni sull'artista: Pietro Consagra (1920-2005) è stato uno scultore italiano pioniere il cui approccio alla forma, ferocemente inventivo e anti monumentale, ha contribuito a ridefinire il corso del modernismo europeo e lo ha consacrato come una delle principali controparti di visionari come Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Miro, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray; Uno dei principali fondatori del gruppo Forma 1 nella Roma del dopoguerra, Consagra ha sostenuto un linguaggio visivo umanistico e rigorosamente astratto, fondato su una politica progressista, un'indagine filosofica e una sfida radicale alla tradizione scultorea, rifiutando la massa volumetrica convenzionale a favore del suo concetto innovativo di scultura frontale, strutture planari sottili come rasoi in acciaio, ferro, bronzo e pietra che comprimevano lo spazio in una superficie carica e conflittuale. Il suo vocabolario formale è nato dal profondo impegno con il Costruttivismo, il Futurismo e l'avanguardia prebellica, mentre le sue collaborazioni con contemporanei come Carla Accardi, Giulio Turcato, Achille Perilli, Piero Dorazio e Antonio Sanfilippo lo hanno posizionato al centro dei circoli culturali più sperimentali d'Italia; Con l'avanzare della sua carriera, si espanse in commissioni civiche monumentali, collaborazioni architettoniche e ambienti scultorei come le celebri opere per Gibellina e la sua iconica serie dei Colloqui che fondevano arte, pianificazione urbana e filosofia sociale. L'influenza di Consagras risuona nel lavoro di scultori successivi come Fausto Melotti, Michelangelo Pistoletto, Richard Serra, Beverly Pepper e molti artisti contemporanei che esplorano i confini tra scultura, architettura e percezione spaziale, Il suo lavoro è stato esposto a livello internazionale alla Biennale di Venezia, dove ha vinto il Premio per la Scultura nel 1960, a Documenta, alla Biennale di San Paolo ed è rappresentato da importanti istituzioni come il Museum of Modern Art di New York, la TATE di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma. Il mercato di Consagras rimane forte, grazie alla rivalutazione accademica e al rinnovato interesse globale per l'astrazione italiana del dopoguerra, e il suo attuale record d'asta è stato stabilito con la vendita di Ferraglia per 1.062.171 USD da Christie's Milano il 28 novembre 2019. Pietro Consagra, Sans titre, XXe Siecle 1959, xilografia stampata da Mourlot.
  • Creatore:
    Pietro Consagra (1920 - 2005, Italiano)
  • Anno di creazione:
    1959
  • Dimensioni:
    Altezza: 31,5 cm (12,4 in)Larghezza: 24,52 cm (9,65 in)
  • Tecnica:
  • Movimento e stile:
  • Periodo:
  • Condizioni:
  • Località della galleria:
    Southampton, NY
  • Numero di riferimento:
    1stDibs: LU1465216495382

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Suo padre Vincenzo era un maestro incisore, un mestiere che si tramandava di padre in figlio da generazioni; sua madre Luisa Conte era cugina dell'attore americano A. Richard Conte. Uno dei suoi nipoti, Marcello, nipote di Umberto, avrebbe continuato a giocare con l'argilla nello studio dello zio; in seguito ricordò che Umberto una volta aveva realizzato un presepe di neve per la famiglia). Umberto si recò a Roma da giovane adolescente per studiare alla scuola d'arte di San Marcello e aiutare lo zio Domenico nel suo studio di scultura religiosa in Via Margutta, la Montmartre romana. Due anni dopo si recò a Torino, dove completò il suo apprendistato presso lo scultore Michele Guerrisi. Mastroianni prosperò nella vivace scena artistica della città, stringendo amicizia con futuristi della seconda ondata come Luigi Spazzapan, che divenne una sorta di mentore per l'artista più giovane. Fu un altro pittore, Filippo De Pisis, a procurare a Mastroianni la sua prima mostra personale, tenutasi a Genova nel 1931. Per tutti gli anni Trenta, nonostante le sue simpatie futuriste, Mastroianni rimase decisamente figurativo, scolpendo bronzi a grandezza naturale in un modo classico e sobrio vicino a quello di Marino Marini. Fu nel 1942, quando lo sforzo bellico italiano iniziò a disintegrarsi, che abbracciò definitivamente l'astrazione, sviluppando uno stile che il critico Cesare Brandi avrebbe poi definito "cubista-futurista". La frangia dinamica di entrambi i movimenti affascinava Mastroianni: i suoi modelli erano il Nudo che scende le scale n. 2 di Duchamp e gli esperimenti scultorei incompiuti di Boccioni. La sua prima importante commissione pubblica, il Monumento ai Caduti di Torino del 1945-47, fu la prima di una serie di sculture commemorative di questo tipo - quelle di Cuneo, Urbino, Cassino e Frosinone sono le più significative - in cui i valori della Resistenza erano incarnati in una solida energia di cerchi spezzati e piani inclinati. La svolta neofuturista di Mastroianni fu suggellata da un'influente mostra parigina nel 1951. Le successive mostre alla Biennale di Venezia (dove vinse il premio per la scultura nel 1958), a New York (1964), a Firenze (1981) e a Tokyo (1989) confermarono la sua fama internazionale. Sebbene abbia prodotto molte opere da galleria in vari materiali - argilla, marmo, rame e legno - non è mai stato così felice come quando gli è stata data la possibilità di lavorare in bronzo o in acciaio su larga scala, come nell'imponente monumento alla Resistenza di Cuneo (1964), "una montagna", scriveva il pittore, "che è servita a schiarirmi le idee e a mettere in prospettiva quelle etichette critiche". La sua ultima opera è stata una coppia di enormi cancelli in acciaio per il Teatro Regio di Torino, inaugurato nel dicembre 1994. La lunga residenza torinese dello scultore terminò nel 1960, quando si trasferì a Marino, nei Castelli Romani a est di Roma. Si stabilì in un palazzo del XVI secolo che era appartenuto alla poetessa Vittoria Colonna, musa di Michelango. Verso la fine della sua vita si dedicò alla poesia; scrisse anche rubriche occasionali sull'arte per il quotidiano romano Il Messaggero. Nel marzo 1987 donò allo Stato italiano un gruppo di 27 opere, tra cui una serie di rilievi policromi (visibili alla Galleria di arte moderna di Roma). Umberto Mastroianni era un omone con mani grandi ed eloquenti e un modo enfatico di farsi capire. Nei momenti di tensione creativa saltava sulla sua amata Ferrari Dino e girava per i Castelli, anche dopo aver compiuto 80 anni. Umberto Mastroianni, scultore: nato a Fontana Liri, Frosinone, Italia il 21 settembre 1910; sposato con Ida Perlo; morto a Roma il 25 febbraio 1998. UMBERTO MASTROIANNI. SELEZIONE DI LAVORI (1931 - 1996) Palazzo Mirbach (mostra Contatto) 7. 5. 2008 - 15. 6. 2008 Curatore: Floriano De Santi BIOGRAFIA IN BREVE Umberto Mastroianni nacque a Fontana Liri, un antico borgo in provincia di Frosinone, il 21 settembre 1910. Nel 1924 si trasferisce a Roma, dove frequenta l'Atelier dello zio Domenico e i corsi di disegno dell'Accademia San Marcello. Nel 1926 si trasferì con la famiglia a Torino e si perfezionò nell'Atelier Craft di Michele Guerrisi. Nel 1930 ricevette per la prima volta un premio ufficiale dal Ministero dell'Educazione, il "Premio del Turismo", e poi via via si susseguirono mostre a livello nazionale ed europeo: nel 1935 la Quadriennale di Roma e l'anno successivo la Biennale di Venezia. Filippo De Pisis apprezzò molto la sua creazione, soprattutto perché si ispirò all'antica arte della scultura, alle sculture egizie ed elleniche. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu reclutato nell'esercito e partecipò attivamente alla difesa. La sua esperienza di battaglie concrete per la libertà fu poi trasferita nelle sue creazioni e in questo modo creò la "poetica della difesa" che gli fu attribuita da Giulio Carlo Argan. A Torino conosce il pittore Luigi Spazzapano, portatore indipendente della linea alternativa rispetto al "classicismo" di Casorati e della posizione culturale del gruppo di pittori "Gruppo dei Sei" legati all'eredità dei postimpressionisti. Dopo la liberazione pubblicizzò il superamento sovranazionale della cultura italiana secondo le "avanguardie storiche". Nel 1951 ha tenuto la sua prima mostra d'autore nella più famosa galleria europea Galerie de France a Parigi. Tuttavia, ricevette il suo più alto riconoscimento alla XXIX Biennale di Venezia nel 1958, quando ottenne il premio "Gran Premio Internazionale per l'arte della scultura". Negli anni 1961 - 1969 fu direttore dell'Accademia di Belle Arti di Bologna, dove fu anche capo del dipartimento di scultura; da Torino si trasferì nel 1970 a Marino Laziale, insegnò prima all'Accademia di Belle Arti di Napoli e poi a Roma. Nel 1973 l'Accademia dei Lincei gli conferì il "Premio Antonio Feltrinelli" per "l'alta qualità ideale e formale della sua opera, la notevole influenza sullo sviluppo dell'arte scultorea moderna in Italia e soprattutto per la sua opera più importante, Monumento alla Resistenza di Cuneo, che è una sintesi di un forte impegno plastico e di un gigantesco sentimento cittadino". Nel 1979 il Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi presentò nuovamente l'intera creazione scultorea di Mastroianni nel ciclo sulla scultura italiana del dopoguerra. Un anno dopo, Floriano De Santi curò una rassegna di sculture cromate, disegni, rilievi e sculture in legno. Le opere che vengono esposte a Palazzo Ducale di Urbino, sottolineano l'espressione creativa, che da anni è oggetto di interesse di pochi specialisti. Nel 1979, quasi come una prova del suo infinito talento sperimentale, preparò per l'opera romana la scenografia Coro dei morti secondo il modello letterario del poeta Giacomo...
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