Questa splendida litografia di Henry Moore (1898-1986), intitolata Red and Blue Standing Figures, dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, No. 1, 1951, proviene dall'edizione del 1951 pubblicata dalla Societe Internationale d'Art XXe Siecle, Parigi, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editeur, Parigi, e stampata da Atelier A. Edmond et Jacques Desjobert, Parigi, 1951. Red and Blue Standing Figures riflette l'esplorazione di Moore della forma umana attraverso forme astratte e ritmiche che incarnano il suo caratteristico dialogo tra massa, spazio e struttura organica.
Eseguita come litografia su carta velina, quest'opera misura 12,5 x 9,75 pollici. Firmato nel piatto e non numerato come da edizione. L'edizione esemplifica la superba maestria dell'Atelier A Edmond et Jacques Desjobert, Parigi.
Dettagli dell'opera d'arte:
Artista: Henry Moore (1898-1986)
Titolo: Figure in piedi rosse e blu
Medio: Litografia su carta velina
Dimensioni: 12,5 x 9,75 pollici (31,75 x 24,77 cm)
Iscrizione: Firmato nella lastra e non numerato come da edizione
Data: 1951
Editore: Societe Internationale d'Art XXe Siecle, Parigi, sotto la direzione di Gualtieri di San Lazzaro, editore, Parigi.
Stampatore: Atelier A Edmond et Jacques Desjobert, Parigi
Catalogo ragionato di riferimento: Al Moore, Henry, et al. Henry Moore: Catalogue of Graphic Work, 1931 1972. Gerald Cramer, 1973, illustrazione 36.
Condit: Ben conservato, coerente con l'età e il supporto
Provenienza: Dall'album XXe Siecle, Nouvelle serie, No. 1, 1951, pubblicato dalla Societe Internationale d'Art XXe Siecle, Parigi; stampato da Atelier A Edmond et Jacques Desjobert, Parigi, 1951.
Informazioni sulla pubblicazione:
Il XXe Siecle di Gualtieri di San Lazzaro è stata una delle riviste d'arte più influenti dell'era moderna, fondata a Parigi nel 1938 come piattaforma per i più grandi pittori, scultori e scrittori del XX secolo. San Lazzaro, editore, critico e campione del modernismo visionario, credeva che l'arte e la letteratura dovessero coesistere come espressioni di un'immaginazione umana condivisa. Sotto la sua direzione, XXe Siecle divenne un ponte culturale tra l'Europa e il resto del mondo, pubblicando numeri speciali dedicati a figure di spicco come Picasso, Matisse, Matisse, Braque, Calder, Calder, Kandinsky e Leger. Ogni edizione combinava saggi di critici e poeti famosi con litografie e xilografie originali stampate dai più importanti atelier di Parigi, Milano e New York, tra cui Mourlot, &New e Amilcare Pizzi, creando un dialogo unico e ricco tra testo e immagine. Il numero del 1960, XXe Siecle, Nouvelle serie, n. 14, presentava Daphnis et Chloe, uno dei soggetti litografici più celebri di Chagall, in concomitanza con il suo lavoro sulla monumentale suite di litografie ispirate allo stesso racconto pastorale, pubblicata da Teriade. Con questa pubblicazione, San Lazzaro cementò ulteriormente la reputazione di Chagall come poeta moderno del colore e dell'amore, unendo mito, natura ed emozione in forma visiva. Oggi, XXe Siecle rimane un documento essenziale del modernismo del XX secolo, celebrato per la sua perfetta integrazione di belle arti, letteratura e design.
Informazioni sull'artista:
Henry Moore (1898-1986) è stato uno scultore, disegnatore e pioniere del modernismo britannico, i cui bronzi monumentali e le astrazioni organiche hanno rivoluzionato la scultura del XX secolo e lo hanno reso uno degli artisti più influenti del suo tempo. Famoso per le sue figure sdraiate, le composizioni di madri e figli e le forme biomorfe traforate ispirate alla Nature, Moore ha trasformato l'intaglio tradizionale in un linguaggio universale di ritmo, equilibrio e umanità. Nato a Castleford, nello Yorkshire, ha studiato alla Leeds School of Art e al Royal College of Art di Londra, assorbendo le influenze della scultura classica, dell'arte africana e precolombiana e delle innovazioni radicali dell'avanguardia europea. Ispirandosi alla frammentazione cubista delle forme di Pablo Picasso, al biomorfismo lirico di Joan Moore, all'astrazione spirituale di Wassily Kandinsky e alla purezza delle forme di Constantin Brancusi, A.A. Moore sviluppò uno stile radicato nell'armonia tra massa e vuoto, struttura e spazio. Negli anni tra le due guerre, entrò a far parte di un circolo internazionale che comprendeva Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dali, Marcel Duchamp e Man Ray, artisti che, come A.A. Moore, ampliarono i confini dell'arte attraverso l'astrazione, il surrealismo e la sperimentazione concettuale. Come Calder, Moore ha esplorato l'equilibrio e il movimento; come Giacometti, ha cercato l'essenza spirituale dell'umanità; e come Dali e Duchamp, ha sfidato la percezione e ridefinito la forma moderna. Le sue sculture, scolpite nella pietra o fuse in bronzo, evocano una sensibilità antica e moderna, forme che sembrano respirare con una vitalità naturale e allo stesso tempo si confrontano direttamente con i paesaggi circostanti. I "Shelter Drawings" di Moore (1940-41), creati durante il Blitz di Londra, rivelarono la sua profonda empatia per la condizione umana, segnando un momento cruciale nella sua esplorazione della resilienza e della vulnerabilità. A metà del XX secolo, i bronzi monumentali di Moore erano diventati punti di riferimento in tutto il mondo, dal Lincoln Center di New York alla sede dell'UNESCO a Parigi, incarnando simboli senza tempo di resistenza, rinnovamento e unità. La sua sintesi di astrazione organica e umanesimo ha influenzato generazioni di scultori tra cui Barbara Hepworth, Isamu Noguchi, Eduardo Paolozzi, Antony Gormley, Anish Kapoor e Rachel Whiteread. Come Kandinsky e Miro, credeva che l'astrazione potesse trascendere la cultura e il tempo, mentre come Duchamp e Man Ray, abbracciava la sperimentazione come via verso nuove verità. Le opere di Moore, ospitate in importanti collezioni come il Museum of Modern Art di New York, la TATE di Londra, il Guggenheim Museum e l'Art Institute di Chicago, continuano a definire il panorama della scultura moderna per la loro eleganza, potenza e profondità emotiva. Al fianco di Pablo Picasso, Alexander Calder, Alberto Giacometti, Salvador Dalì, Joan Moore, Wassily Kandinsky, Marcel Duchamp e Man Ray, Henry Moore rimane una pietra miliare dell'arte moderna: uno scultore la cui visione ha unito natura, forma e spirito in un linguaggio universale di bellezza e significato. Il suo record d'asta più alto è stato raggiunto da Reclining Figure: Festival (1951), venduto per 33100000 USD da Christies London il 30 giugno 2016, riaffermando l'eredità duratura di A.A. Moore come uno degli scultori più visionari, influenti e da collezione della storia dell'arte moderna.
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